Grandi costruttori italiani, Standard & Poor’s: sempre peggio gli indici finanziari

(www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com)

Leva elevata, alta fiducia nel debito a breve termine e debole flusso di cassa stanno impattando sulla qualità del credito delle grandi imprese di costruzione italiane. Lo afferma S&P Global Ratings nel report intitolato «Le crepe si stanno allargando nella qualità del credito delle grandi imprese di costruzione italiane». In assenza di «un miglioramento tangibile nel settore, potrebbe diventare piuttosto più difficile per gli imprenditori italiani rifinanziare le loro scadenze obbligazionarie nei prossimi anni»
ha spiegato l’analista Renato Panichi.

Il rapporto debito/Ebitda delle tre società del settore valutate da S&P si è notevolmente deteriorato negli ultimi anni, attestandosi a una media di 5,3x nel 2017 da 3,8x nel 2014, ha
spiegato l’analista Renato Panichi. Allo stesso tempo, il rapporto debito/Ebitda dei competitor europei è migliorato al di sotto di 1x nel 2017 da 2,5x nel 2014. Le principali fonti di difficoltà finanziarie per Astaldi, Cmc di Ravenna e Salini Impregilo rispetto alle imprese equivalenti al fuori dall’Italia sono la diversificazione geografica in paesi a rischio e rischi
amplificati dovuti alla concentrazione in pochi progetti. Inoltre, si legge nel report, l’offerta non vincolante presentata da Salini Impregilo su Astaldi potrebbe essere negativa per gli impatti sul debito e sui rating del principale general contractor italiano.
«Abbiamo espresso otto valutazione negative sulle tre società che valutiamo in questo settore negli ultimi 12 mesi, e sono possibili ulteriori downgrade nei prossimi trimestri» si legge nel report. I rendimenti delle obbligazioni delle società si sono significativamente ampliati nel 2018 e potrebbero condurre al rischio di rifinanziamento e ulteriore indebolimento del credito.

Il rapporto tra indebitamento finanziario netto rettificato ed Ebitda riportato nel report di S&P (pagina 4) è peggiorato dal 2014 al 2017 per tutti i costruttori italiani monitorati (Salini Impregilo, Astaldi, Cmc, Trevi, Pizzarotti), mentre per i due big europei segnalati – Hochtief e Strabag) il rapporto migliora (da 4,3 a 1,1 per la prima e da 0,7 a 0,0 per la seconda). Tuttavia, essendo in genere considerato “a rischio” il rapporto quando supera i 4,0, la situazione resta in “zona sicurezza” per Salini Impregilo (da 2,4 a 3,q dal 2014 al 2017) e Pizzarotti (da 1,9 a 2,8) , mentre ha sforato l’area di pericolo per Astaldi (da 4,6 a 7,5), Cmc (da 4,2 a 5,3) e Trevi (da 3,0 a 5,8).

«Il 2018 è stato uno degli anni peggiori della storia per le grandi aziende italiane di costruzioni: le condizioni finanziarie di tutte le società del settore sono peggiorate e alcune hanno dato il via, o lo faranno presto, alla ristrutturazione del debito». Così un report di S&P Global Ratings, che evidenzia il peggioramento della qualità del credito dei principali gruppi di costruzioni del nostro Paese.

Scendendo in un’analisi dettagliata delle singole società, S&P Global Ratings sottolinea come quest’anno abbia tagliato il rating di Salini Impregilo da BB+ a BB e che il gruppo, per conservare i fondamentali del proprio rating, debba destinare buona parte dell’incasso proveniente dalla vendita di una divisione dell’americana Lane (555 milioni di dollari) per ridurre il debito. Riguardo invece l’offerta non vincolante appena depositata per Astaldi, la posizione di S&P Global Ratings è molto chiara: «Vediamo uno spazio di manovra limitato negli attuali rating di Salini per assorbire qualsiasi investimento o acquisizione a debito. Se proseguirà nel proprio piano di acquisizione di Astaldi la sua generazione di cassa netta e il processo di riduzione del debito saranno frenati con possibili impatti negativi sul rating e sulla liquidità».

Per quanto riguarda la stessa Astaldi, S&P Global Ratings precisa di avere tagliato già quattro volte quest’anno il rating del gruppo, portandolo a D e che l’azienda, per quanto riguarda la posizione di liquidità, dipende dalle condizioni di finanziamento e dalla disponibilità delle banche a concedere linee di credito a breve termine.

Infine c’è Cmc Ravenna, su cui S&P Global Ratings sottolinea di avere effettuato già tre downgrade e non esclude nei prossimi mesi un ulteriore taglio del merito di credito a seguito di una eventuale ristrutturazione del debito.


0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *