IL JOBS ACT DEGLI AUTONOMI: gli aspetti salienti

I professionisti italiani sono le vittime più silenziose della grande crisi economica iniziata tra il 2007 e il 2008. Ed a testimoniarlo è una ricerca dell’Adepp, l’associazione che riunisce le casse pensionistiche dei professionisti italiani, da quelle degli avvocati, appunto, fino a quelle di ingegneri, geometri o ragionieri.

Tra il 2005 e il 2014 il professionista italiano ha, in media, mantenuto a fatica i suoi livelli di reddito nominale, ma se si tiene conto dell’inflazione, la perdita in termini di reddito reale sfiora il 24%.

Nel terzo trimestre 2016 l’ISTAT ha rilevato poco più di 5,4 milioni di lavoratori indipendenti, e il confronto con gli anni passati evidenzia come questo eterogeneo gruppo occupazionale di lavoratori abbia subito maggiormente gli effetti della crisi economica, penalizzato dall’assenza di una rete di protezione sociale.

Un corpus di tutele specifiche per partite Iva e collaboratori, è introdotto nel Jobs Act del lavoro autonomo che prevede l’estensione di forme di sostegno che vanno dai pagamenti alla maternità, e l’ampliamento del perimetro delle spese deducibili a tutte quelle collegate allo svolgimento dell’incarico professionale.

La legge 81/2017, in vigore dal 14  giugno 2017, sul lavoro autonomo costituisce il primo testo, per l’Italia, specificatamente dedicato ai rapporti di lavoro che divergono dal lavoro subordinato e dalle collaborazioni esterne.

Nello specifico lo statuto dei lavoratori autonomi Jobs Act 2017 si applica agli iscritti agli Ordini professionali, ad esclusione delle norme previdenziali, in quanto ogni ordine e Cassa ha proprie regole per quanto riguarda maternità e malattia; a tutti i titolari di Partita Iva senza Albo di riferimento.

Fatture pagate in ritardo: maggiore tutela dei lavoratori autonomi

Sicuramente uno degli aspetti della riforma del Jobs Act autonomi che maggiormente preme il popolo dei Professionisti è la tutela in caso di mancato pagamento o ritardo nel saldo fatture.

Ad oggi il lavoratore autonomo, in caso di continuativo e prolungato ritardo nell’adempimento del corrispettivo da parte del committente/cliente, si limita ad aspettare di ricevere il proprio corrispettivo potendosi rivolgere, al più, ai servizi di recupero crediti degli ordini professionali.

Anche sotto questo aspetto non mancano le novità. Qualunque clausola contrattuale che stabilisca il pagamento dopo 60 giorni dall’emissione della fattura o dalla sua richiesta sarà infatti considerata abusiva: non saranno difatti più ammessi i pagamenti oltre i 60 giorni, le clausole corrispondenti saranno nulle. Inoltre il committente non potrà recedere dal contratto a prestazione continuativa senza preavviso o apportare modifiche alle clausole unilateralmente.

L’articolo 9 sancisce la integrale deducibilità “degli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà”.

In sostanza, il professionista che paga un premio annuale al fine di ottenere un indennizzo assicurativo a fronte del mancato pagamento di una prestazione professionale resa, potrà dedurre integralmente la somma pagata alla compagnia assicuratrice.