Il professionista va pagato anche se sbaglia il progetto

(www.quotidianodiritto.ilsole24ore.com) – Il committente che ottiene il risarcimento del danno da errore progettuale non può pretendere anche la restituzione del compenso pagato al professionista. Diversamente, si troverebbe in una posizione più favorevole rispetto a chi abbia commissionato un progetto esente da errori. Lo afferma il Tribunale di Padova (giudice Bordon), con la sentenza 641 del 9 marzo scorso.

La vicenda

A citare in giudizio un progettista è stata una Srl. La società aveva commissionato al professionista la realizzazione di un impianto di climatizzazione per il suo ristorante. Diversi, però, i vizi riscontrati: l’impianto non era autonomo da quello centrale, vi erano difficoltà di manutenzione del quadro elettrico e dell’impianto di trattamento dell’acqua, l’aria non circolava e, a impianto fermo, fuoriscivano cattivi odori. Di qui, la domanda di risarcimento da inadempimento contrattuale stimato in circa 300mila euro, richiesti per spese di sistemazione, mancati ricavi dovuti alla chiusura forzata del locale, maggiori consumi legati al malfunzionamento del climatizzatore e costo del perito. La Srl ha chiesto anche la restituzione del compenso pagato al progettista.

Quest’ultimo, nel chiamare in causa ditta esecutrice e assicurazione, si è difeso affermando che i problemi dipendevano da un’errata manutenzione e gestione dell’impianto.

La decisione

Il tribunale ha dato ragione alla società committente e ha condannato il professionista a risarcire i danni, pur riducendone nettamente l’importo.

Secondo il giudice, il fatto che la committente avesse concluso un contratto d’opera professionale con il progettista e un contratto d’appalto con una Srl non escludeva un concorso di responsabilità fra chi aveva ideato l’impianto predispondendo il progetto e chi, invece, aveva collaborato nella fase attuativa nella veste di appaltatore, benché non fossero legati tra loro da un rapporto contrattuale.

Pronunciandosi poi sulle voci di danno poste a carico del progettista, il tribunale riconosce il diritto della Srl al ristoro delle spese affrontate per la sistemazione dell’impianto, ma respinge le altre richieste. Circa la domanda di risarcimento delle perdite corrispondenti ai mancati guadagni derivanti dalla chiusura del ristorante, l’entità del danno, si legge in sentenza, non si poteva dire provata dalle laconiche allegazioni contenute in citazione e dal deposito «di un insieme disordinato di fatture». La difesa, infatti, si era limitata a enunciare le perdite senza produrre i bilanci societari. E l’insufficienza documentale non è sopperibile con consulenza tecnica (tra le ultime: Tribunale di Ferrara, pronuncia 246/2017).

Il compenso al professionista

Respinte, infine, sia la richiesta di rimborso per l’aumento dei consumi, sia quella volta a ottenere la restituzione del compenso pagato al professionista. Il committente – spiega il giudice – non può «chiedere il risarcimento dei danni derivanti da errori progettuali e, nello stesso tempo, pretendere, sempre a titolo di risarcimento del danno, la restituzione del compenso pagato al professionista». Il risarcimento dei danni derivanti da errori progettuali, del resto, esaurisce il pregiudizio subito. In caso contrario, il committente risarcito del danno subìto sarebbe ingiustamente posto in una «condizione più favorevole di quella in cui si sarebbe trovato laddove il progetto fosse stato esente da errori».

L’onerosità è elemento normale del contratto di prestazione d’opera intellettuale, tanto che, per esigere il pagamento, il professionista deve provare il conferimento dell’incarico e l’adempimento, ma non la pattuizione di un corrispettivo; è il committente a dover provare la gratuità della prestazione (Cassazione, 23893/2016).

La prestazione del progettista, quindi, salvo risarcimento dei danni provocati, va sempre remunerata, anche se l’opera commissionata è irrealizzabile (Cassazione, 18747/2010), purchè non sia consegnato un progetto inservibile (Cassazione, 27042/2013).

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *